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etica e ricerca

April 13, 2014

http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/04/11/news/dialoghi-dell-espresso-tappa-a-pisa-cosi-la-tecnologia-cambia-l-etica-1.160708

 

Quello che avrei voluto dire:

 

Spesso si sente parlare di buona ricerca, ricerca inutile, ricerca finalizzata.

Le domande che mi pongo sono

1) esiste una ricerca che possa essere considerata piu’ buona di un’altra

2) quali sono le parole chiave che caratterizzano la bontà di una ricerca.

E’ possibile considerare la bontà della ricerca in relazione alle ricadute sociali immediate che essa produce, in termini di miglioramento di qualità della vita.

Quando parlo di buona ricerca, non mi riferisco quindi alla qualita’ della ricerca misurata in termini di citazioni, o di possibilità di realizzazione industriale del prodotto, ma mi riferisco ad una ricerca che davvero possa contribuire alla conoscenza e abbia un impatto che possa migliorare la società.

In questa ottica, se togliamo le scienze biomediche il cui scopo dichiarato e’ o dovrebbe essere chiaro, mi chiedo se possiamo pensare che anche le tecnologia possa essere pensata per essere direttamente  al servizio dell’uomo al fine di migliorarne la vita?

E’ chiaro che ogni scoperta scientifica e’ etica o buona, se ha avuto come ricaduta un miglioramento, un impatto. La bontà non è necessariamente legata all’assenza di profitto. Un cellulare funzionante, o un pannello eolico, sono frutto di una ricerca ‘buona’?

Ci sono però temi che non hanno un impatto immediato, che non sono interessanti perché è molto difficile che  vengano finanziati o che ci sia una reale ricaduta industriale. Mi riferisco allo studio delle malattie rare in campo medico, o anche agli ausili tecnologici, sia per la riabilitaizone che per l’assisenza, quella branca della scienza che va sotto il nome di assistive technology.

In questo ambito, anche se la ricerca puo’ essere considerata buona, nel senso detto, la scarsità di fondi e di interesse a investirvi su piccola e larga scala, rendono più difficile lo studio e lo sviluppo.

Le fondazioni, come quella che sono venuta a rappresentare in questa tavola rotonda, devono assumere il ruolo di catalizzatori, oltre che di enti erogatori, per sensibilizzare su certe  tematiche e invogliare e coinvolgere altri enti erogatori a investire su questi temi.

La Fondazione Andrea Bocelli nasce per aiutare le persone in difficoltà a causa di malattie, disabilità, condizioni di povertà e emarginazione sociale promuovendo e sostenendo progetti nazionali e internazionali che favoriscano il superamento di tali barriere e la piena espressione di sé.

La Fondazione cerca di lavorare affinché ogni individuo e ogni comunità possano esprimersi al massimo delle proprie possibilità superando i propri limiti.

La fondazione vuole creare un  LABORATORIO VIVO:Unire le forze è lo slogan vincente di tale appassionante progetto, valorizzare ogni rapporto, aprirsi e confrontarsi per stimolare e lavorare al fine di indurre cambiamenti di cultura che portino un aumento della qualità della vita di molti.

 E’ chiaro che per poter dire che una ricerca e’ buona occorre poterla anche valutare, strategie e metodi  di valutazione dell’impatto sono la chiave per valutare il  successo, e i risultati reali.

 Esistono quindi  parole chiave per una ‘buona’ ricerca?

Ricadute, impatto sociale, effettivo impiego?

 

 

 

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